duemilanove. mi ci è voluto quasi un mese per assimilare la data. il fatto di passare il capodanno a Milano (a "casa", dovrò abituarmi a considerarla così, solo per un po') non mi ha facilitato la presa di coscienza di un altro anno andato, e del primo decennio con un venti al posto di un diciannove.
le solite banalità di una vita.
che va avanti.
ed è forse questo il problema. l'uscita dall'adolescenza probabilmente si manifesta con l'assoluta certezza che le cose passate che ti hanno animato non torneranno più. e che le cose attuali e forse future non potranno mai farti sentire così ingenuamente ma totalmente vivo, nel bene e nel male.
immagino di dover accettare tutto questo.
non è un problema di responsabilità. non sono mai state un problema, per carattere o forse per indole.
è il "che ne sarà di noi", uscire dalle regole prestabilite da famiglia e società per crearsi la propria famiglia e il proprio spazio nel mondo.
bah.
tutto così terribilmente noioso. eppure sono stanca solo al pensiero di ricominciare certe folli corse verso il Sentimento. quello là che ti faceva strepitare e scalpitare e sussultare e rompere i maroni a mezzo mondo con le tue storie pseudo-telenovellistiche dalle priorità amplificate.
era bello.
ma era.
sono in una fase di gestazione di me. nove mesi? qualche settimana? anni?
non lo so.
aspetto gli sbalzi d'umore, il travaglio e infine, una nuova luce.
martedì 27 gennaio 2009
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