malinconia notturna post digestione violenta, pre digestione violenta. mangiare.
mangiare.
ancora mangiare.
con la pancia piena si pensa meglio, diceva qualcuno.
maledetto.
sì, si pensa, probabilmente quando sarebbe meglio dormire, staccare, metabolizzare un'altra volta.
ma l'unica cosa che si assorbe sono i grassi, le proteine, carboidrati in eccesso.
via libera quindi alla nausea di pensieri.
ho bisogno di un antiacido, presto!
ho i conati a vuoto. vorrei vomitare pezzi di me, ritrovare quelle altre mie parti che furono me un tempo, ma non è più così.
sorrido fra i rovi, silenziosa, quando la vecchia me non lo sarebbe stato.
penso a cosa sarebbe potuto essere,
al più grande rimpianto,
rimasto tale,
deve rimanere tale.
un rimpianto.
perderebbe la sua bellezza, la sua poesia.
e io non sono più l'io che potrebbe spezzare l'equilibrio creato nel tempo,
no, non io.
non più.
sorrido incapace di spezzare l'incantesimo di un ricordo perfetto,
del desiderio disilluso rimasto a mezz'aria sotto una campana di vetro.
è cristallizzato, come in una foto.
sono una foto che non scatterò più.
ho provato a scattare di nuovo, ciclicamente, foto di me,
ho dimenticato di cambiare fotogramma.
uno scatto sovraesposto. bianco. bruciato.
rimane la cenere a ricordarmi il fuoco irrazionale, violento, spontaneo che volevo mi bruciasse, noncurante di bruciare. e rimango in ceneri di me.
ma non sono io. non più.
vecchie persone, vecchie aspettative.
tutto ha preso il volo. rimane la curiosità di ciò che poteva essere, l'amarezza di vedersi cambiare, la rassegnazione del crescere, dove ogni cosa nuova è già stata fatta, ogni sensazione è già stata provata, ogni dolore già consumato, ogni passione ormai raffreddata.
niente lacrime, niente risate.
sorrisi e mezzi sorrisi.
mangiare.
ancora mangiare.
con la pancia piena si pensa meglio, diceva qualcuno.
maledetto.
sì, si pensa, probabilmente quando sarebbe meglio dormire, staccare, metabolizzare un'altra volta.
ma l'unica cosa che si assorbe sono i grassi, le proteine, carboidrati in eccesso.
via libera quindi alla nausea di pensieri.
ho bisogno di un antiacido, presto!
ho i conati a vuoto. vorrei vomitare pezzi di me, ritrovare quelle altre mie parti che furono me un tempo, ma non è più così.
sorrido fra i rovi, silenziosa, quando la vecchia me non lo sarebbe stato.
penso a cosa sarebbe potuto essere,
al più grande rimpianto,
rimasto tale,
deve rimanere tale.
un rimpianto.
perderebbe la sua bellezza, la sua poesia.
e io non sono più l'io che potrebbe spezzare l'equilibrio creato nel tempo,
no, non io.
non più.
sorrido incapace di spezzare l'incantesimo di un ricordo perfetto,
del desiderio disilluso rimasto a mezz'aria sotto una campana di vetro.
è cristallizzato, come in una foto.
sono una foto che non scatterò più.
ho provato a scattare di nuovo, ciclicamente, foto di me,
ho dimenticato di cambiare fotogramma.
uno scatto sovraesposto. bianco. bruciato.
rimane la cenere a ricordarmi il fuoco irrazionale, violento, spontaneo che volevo mi bruciasse, noncurante di bruciare. e rimango in ceneri di me.
ma non sono io. non più.
vecchie persone, vecchie aspettative.
tutto ha preso il volo. rimane la curiosità di ciò che poteva essere, l'amarezza di vedersi cambiare, la rassegnazione del crescere, dove ogni cosa nuova è già stata fatta, ogni sensazione è già stata provata, ogni dolore già consumato, ogni passione ormai raffreddata.
niente lacrime, niente risate.
sorrisi e mezzi sorrisi.
