domenica 20 ottobre 2013

and the sky is filling with heavy breathing

ho imparato l'arte del 'come niente fosse' quando ti incontro. no, non sono incontri. sono veri e propri 'vedersi'. e non sono neanche scuse, potevamo evitare di coinvolgermi in tuoi progetti para-lavorativi quando ancora eri interessato a condividere biologie, invece no. e ora tu fai finta di niente, io 'come niente fosse'.

l'aria è densa di discorsi interrotti e mai conclusi, tu non mi guardi più negli occhi e ti limiti a lamentarti dello stato.
'come niente fosse' tiro un sospiro e ormai so come trascenderti, trascenderci. 

non sei nè il primo, nè sarai l'ultimo a decidere arbitrariamente di non dire una parola mentre ti allontani. per quanto ormai stoicamente abituata a questa prassi condivisa da molti, non posso fare a meno di infastidirmi ferocemente a riguardo.


ed è perché sono stanca degli spifferi. non ho mai sopportato le porte socchiuse. se proprio non vuoi salutare, almeno abbi la cortesia di chiudere la porta.
ci penserà la corrente della tua fuga a farla sbattere.

martedì 1 ottobre 2013

i've been wondering what to do about you, i've been wondering what to do about me

settembre e uscirne indenne. di solito c'è settembre e il resto dell'anno.

dovrebbe già essere cominciata la tregua.
ma ho avuto un paio d'ore per rendermi conto che ormai tregua non c'è.
hai saputo ingannarmi per quegli undici mesi che non ti dovevano appartenere, e in questi ultimi trecentosessantacinque giorni sono stati ancora settembre, in incognito, ma settembre.

dovrei incazzarmi come una iena, sfasciare tutto ciò che mi capita a tiro, imprecare e bruciare il calendario.
invece sono tranquillamente seduta, stoicamente rassegnata alla tua influenza e ormai aspetto tutto ciò che mi lanci addosso con una pace sovrannaturale.

ho capito che è inutile combatterti, settembre. 
rimani sempre qui, settembre.

pensavo mi avessi rinchiusa, settembre.

ti ho in testa, settembre.