è quasi ridicolo.
e poi mentre cerco una canzone per provare a mettere ordine al tumulto che ho dentro, salta fuori questa. La Canzone.
così emblematica da esser definibile convenzionale, tanto l'ho ascoltata.
nonostante lo strazio della prima inconfondibile nota, ascolto di nuovo.
dovrebbero essere cinque minuti e undici secondi di sofferenza, ed invece sono due anni, quattro mesi, sei giorni e un paio d'ore, per essere più precisi.
la cosa tragica è che non c'è fine, ancora. non credo di essere ancora arrivata al secondo ritornello.
e sono due anni, quattro mesi, sei giorni e un paio d'ore che cerco di illudermi di non sentirmi così.
sono diventata brava a mentirmi, a mentire, e far finta che tutto vada avanti, non necessariamente bene, ma perlomeno avanti.
no, sono in quei cinque minuti e undici secondi perpetui, e mi sento esattamente così.
specie se dopo un anno ed una settimana dall'ultima volta ti rivedo.
specie se dopo dieci giorni da una nuova ultima volta ho ricominciato a sognarti (perché ormai è chiaro che ti ho incubato).
e non ci provo nemmeno a capire cosa ti sia mai passato per la testa,
ne ho già abbastanza della mia.
mi hai detto che dormi poco, pensi troppo. fossi l'unico.
dovevamo lasciarlo altrove il cervello, ma così non è stato.
l'unica cosa che mi auguro è che, di questo comune logorìo, sia io causa per te, tanto quanto tu lo sei per me.
