domenica 21 febbraio 2010

park that car / drop that phone / sleep on the floor / dream about me //

sto andando avanti, stavo.
ferma.
non solo, regredita.
mi sento ancora una volta come mai avrei pensato di sentirmi.
senza però l'intensità che contraddistingueva quegli istanti, la prima volta.
c'è la confusione della crescita, delle scelte seguite, della strada intrapresa e dei mille altri luoghi comuni sull'andare avanti.

dovrei essere in preda al panico e allo sconforto.
non è così.

mi lascio tramortire e cullare da questo senso d'adolescenza repressa, dalla nostalgia del tempo dei drammi, dal conforto del dubbio.

e so che, ciclicamente, sarà sempre così.



sarò sempre così.

domenica 7 febbraio 2010

we must seize control

temo che sia proprio questione di controllo.
sei scomparso, per salvaguardare il tuo e con la pretesa di portare via il mio.
controllo.

non sei nemmeno in grado di scomparire alla grande, lasci tracce di te. e mi chiedo quale sia il tuo gioco.
sempre se ce n'è uno, di gioco.
non capisco proprio, mi mantengo integra grazie a ormai anni di autoanalisi violenta, e la mia spiccata capacità d'osservazione riesce a salvarmi quando vorrei solo lasciarmi andare.

il punto è abbiamo tutti paura di perderlo, questo dannato controllo.
e quando succede, pensiamo di poterlo recuperare in qualche maniera.

ma non è così.

l'istante in cui decidiamo di riprendercelo indietro è il momento in cui capiamo quanto vorremmo gettarlo lontano da noi, darlo a qualcuno che lo calpesti, che lo maltratti. ma finiamo sempre per trasformare quest'occasione in un ulteriore spunto di malinconia.

se proprio volete fare i romantici decadenti, almeno abbiate il coraggio di distruggervi.
(o procuratevi del laudano)