grrrrrrrrrrrrrr.
i carteggi, vi detesto.
fossero tali, ma no, abbiamo inventato il modo di surrogare non solo le nostre esistenze, ma anche tutto ciò di cui nei secoli ci siamo circondati per convincerci della nostra civiltà.
quando ci sono di mezzo i sentimenti tutto ciò dovrebbe essere reciso, troncato, sradicato.
come spiegare altrimenti questa bestialità assassina che mi divora lo stomaco, e mi riempie di acido cloridrico pronto a sgorgare sul primo malcapitato?
e allora siamo lì, a guardarci da chilometri di distanza, a lanciarci palline di carta che mai arriveranno a colpire.
e siamo lì, a guardarci senza vederci, sagome confuse, sì confuse, ma osserviamo insulse palline che volano.
incapaci di parlare, di comunicare, di raggiungere. siamo lì, ebeti ragazzini dispettosi, la cui passione per la creazione della altrui insofferenza non è altro che la vergogna della consapevolezza di essere soli.
e di volersi.

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