ciclicità.
una delle poche certezze che ho è che tutto torna.
tutto, tutti.
eppure ci saranno sempre quei casi particolari in cui ci sono le visite stile "comitiva al villaggio alpitour".
lo senti nell'aria, e sei tu la prima a tornare indietro di quel poco che basta per iniziare a scivolare giù per la scarpata.
nel frattempo l'aria vortica, arrivano turbolenze e tu rimani aggrappata su quelle radici fortuite lunghe abbastanza per incastrartici ma senza avere la muscolatura adatta a sostenere a lungo il tuo peso mentre piogge torrenziali e vento frenetico ti sbattono contro le rocce.
sarà questione di adrenalina.
o noia.
il fatto notevole è che la mano tesa a trascinarti fuori dal vuoto è la tua.
ormai, come la 'gente che cloni per lavoro' (cit.), ti sei sdoppiata anche tu.
non una separazione netta tra bene e male, ma comunque due vie, dualità d'intenti, binomio di scelte.
e una doppia conferma nel momento in cui ti trovi sola con te stessa.
quella che sei cambiata, e che non cambierai mai.