sabato 29 settembre 2012

somewhere a clock is ticking

rinunciare.

[ri-nun-cià-re] Fare a meno di qlco. che si desidera o che si possiede, desistere spontaneamente da un diritto


rinunciare fa parte di quella lista di verbi di cui ho deliberatamente ignorato l'esistenza.

ho sempre preferito sbagliare piuttosto che rimpiangere l'assenza di azione.
le decisioni sbagliate sono state sempre prese con la coscienza di sbagliare.




e stasera penso a quanto mi appartenga l'errore.
e lo sbaglio, il fallimento, ma mai l'incompletezza.

devo patologicamente arrivare alla fine della strada sbagliata prima di cercare una via alternativa, mi rifiuto di tornare indietro, mi perdo nella familiarità del torto.









incapace di sopportare il peso delle cose perse,
i could do most anything to you //

mercoledì 26 settembre 2012

settembre ci porterà via con sè

la consapevolezza.
succede che ti colpisce come una testata sul naso.
e non c'è livido che tenga, poteva spaccarti il setto e farti sanguinare per ore interminabili, invece è stato solo un discutibile saluto del destino.
ed è stato talmente lampante che non mi sono nemmeno preoccupata più di tanto di tenere il broncio, o di preoccuparmi ossessivamente sull'aspetto del mio naso. 
mi veniva da ridere.


ho capito che le mie stagioni sono due: settembre, e il resto dell'anno.
ridere a settembre si riflette nella pioggia.
umore che si rifrange sulle particelle d'umidità per poi farle entrare dentro.
una eco di risate spezzate su ricordi amari.
nostalgia.
ritorno a casa.






infine passerà settembre, e il suo pensare malvagio.
andrò altrove, cercando settembre, trovando settembre, maledicendo settembre.

venerdì 21 settembre 2012

can i walk you home, tonight?

mi bruciano gli occhi.
troppo nero da tirar via, con poca voglia di intervenire come meglio sarebbe convenuto.

occhi rossi, vagamente doloranti, ma nulla più da eliminare.

non è rimasto neanche lo sguardo che ti saresti aspettato.
vuoto e prurito.



your eyes are open /
you got nothing to do //








l'utilità di chiudere gli occhi ora sta tutta nella consapevolezza di riaprirli e sapere che ormai sarà solo un altro passato.

giovedì 20 settembre 2012

time to let everything inside you show

ciclicità.
una delle poche certezze che ho è che tutto torna.
tutto, tutti.

eppure ci saranno sempre quei casi particolari in cui ci sono le visite stile "comitiva al villaggio alpitour".
lo senti nell'aria, e sei tu la prima a tornare indietro di quel poco che basta per iniziare a scivolare giù per la scarpata.
nel frattempo l'aria vortica, arrivano turbolenze e tu rimani aggrappata su quelle radici fortuite lunghe abbastanza per incastrartici ma senza avere la muscolatura adatta a sostenere a lungo il tuo peso mentre piogge torrenziali e vento frenetico ti sbattono contro le rocce.

sarà questione di adrenalina.
o noia.

il fatto notevole è che la mano tesa a trascinarti fuori dal vuoto è la tua.
ormai, come la 'gente che cloni per lavoro' (cit.), ti sei sdoppiata anche tu.
non una separazione netta tra bene e male, ma comunque due vie, dualità d'intenti, binomio di scelte.
e una doppia conferma nel momento in cui ti trovi sola con te stessa.

quella che sei cambiata, e che non cambierai mai.