esistono canzoni che, nel bene e nel male, hanno il potere di diventare insostituibili nella nostra esistenza.
esistono tanto quanto esistono i ricordi che vi si legano.
esistono nonostante la dimenticanza, ed esistono in quei momenti specifici in cui l'inaspettato accade.
esistono, resistono, e ricompaiono.
risuonano in giorni di corsa e di apatia, in cui l'insensibilità è la caratteristica costante per l'ossessiva sopravvivenza che ci spinge avanti senza farci guardare altrove.
giorni in cui, per timore e per borghesia, decidi di sterzare verso quel porto sicuro che hai deciso di abbandonare per il brivido di una notte che mai avrebbe dovuto iniziare, una notte di scelte indelebili.
giorni in cui ti chiedi, senza esagerare, quanto veramente vorresti cancellare dalle conseguenze di quelle scelte, e quanto hai sopravvalutato, solo per essere sicura di non cadere nel solito fango di domande senza risposta e analisi di comportamenti contraddittori.
ed è nell'istante in cui capisci che non te ne frega nulla che ti ritrovi a esternare quel malessere che avresti-voluto-e-invece-no, a cercare di entrare per l'ennesima volta in quell'atmosfera dolciastra resa così bene da quella canzone (o quell'altra) giusto per sentire qualcosa, in quell'istante (o una ventina di minuti più tardi) ti accorgi che i comportamenti contraddittori così bene analizzati e mandati a fanculo erano realmente contraddittori, che le domande senza risposta ce l'avevano eccome e dovevi solamente guardarla nel muso, che tutto ciò che pensavi di aver sopravvalutato prima e sottovalutato poi, era esattamente ciò che avevi afferrato.
e all'una e cinquantatrè vedi una chiamata persa che mai ti saresti aspettata. e, per la stramilionesima volta, sbatti la faccia su giochi e strategie di cui faresti volentieri a meno ma a cui nessuno è disposto, inconsciamente o meno, a rinunciare.
in un battito di ciglia torna fuori quella melodia e quelle parole che tante volte hai canticchiato, più o meno distrattamente, poi capisci che non è una semplice colonna sonora, ma è una descrizione.
di ciò che sei, che sarai, che farai e non farai.
capisci che quei suoni e quelle parole sono la sola cosa che può accompagnare tutto ciò che analizzi, sventri e svisceri.
waiting is hard
fucking takes so long
draped in sun, hands in sand
earth acid cleanses me, cleanses me clean
but the world, it never comes
it never comes
it never comes

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