ah. ciao nuovo blog.
avevo detto che sarei andata a dormire supergiù un'ora fa.
poi c'è stato il travaglio e sei nato tu.
patetico.
nell'ultima notte milanese per questo primo anno accademico decido di rimettermi a scrivere.
cosa proprio non lo so.
di solito qualcosa trovavo, poi lo trovavano anche gli altri. e non mi andava bene per niente. allora ho smesso, altrimenti perchè scrivere su una pagina pubblica?
prima o poi troveranno anche questa. i do not care.
sono fuori dalla mia vita, e anche se può sembrare un estremismo, una volta tanto le cose stanno davvero così.
insomma, dal farmi del male deliberatamente causa "quantèbbelloaveredeiproblemiesoffrireperchèfatantopersonainteressante" sono arrivata alla fase "crescoinarmoniamangiosanovivoamilanoesoffrolostress". ma ora che lo stress è terminato, posso permettermi di analizzare chiaramente che ne è stato dei teen years, anche se mancano ancora alcuni mesi al termine ufficiale di questo delizioso periodo.
gente che va (e grazie al cielo non torna!), gente che una volta arrivata ha deciso di stabilirsi, gente nuova che mi credeva ubriaca una volta uscita dal guscio e ha deciso di apprezzare quel finto stato di ebbrezza, gente che alla fine non è così male.
dimenticavo di raccontare la mia storica misantropia. c'è poco da dire. sono una persona chiusa causa "detesto il genere umano", ma non categorica. forse un po' classista. preferisco pensare a quei pochi che ci sono e sempre ci saranno e dedicarmi totalmente a loro piuttosto che investire forze in illustri sconosciuti che nella maggior parte dei casi hanno scarso valore. ma non rifiuto di sorprendermi piacevolmente quando qualcuno dimostra di averne, di valore.
per il resto mi limito a portare avanti le mie tre storie d'amore.
quella classica, estetizzante, da romanzo ottocentesco.
quella pulsante, commerciabile, che si esprime attraverso obiettivi, pellicole e sensori.
quella infantile, materna, da riscoperta della patria.
e ora non so cosa stia scrivendo. quindi quasi due ore dopo averlo detto la prima volta, me ne vado a dormire.
avevo detto che sarei andata a dormire supergiù un'ora fa.
poi c'è stato il travaglio e sei nato tu.
patetico.
nell'ultima notte milanese per questo primo anno accademico decido di rimettermi a scrivere.
cosa proprio non lo so.
di solito qualcosa trovavo, poi lo trovavano anche gli altri. e non mi andava bene per niente. allora ho smesso, altrimenti perchè scrivere su una pagina pubblica?
prima o poi troveranno anche questa. i do not care.
sono fuori dalla mia vita, e anche se può sembrare un estremismo, una volta tanto le cose stanno davvero così.
insomma, dal farmi del male deliberatamente causa "quantèbbelloaveredeiproblemiesoffrireperchèfatantopersonainteressante" sono arrivata alla fase "crescoinarmoniamangiosanovivoamilanoesoffrolostress". ma ora che lo stress è terminato, posso permettermi di analizzare chiaramente che ne è stato dei teen years, anche se mancano ancora alcuni mesi al termine ufficiale di questo delizioso periodo.
gente che va (e grazie al cielo non torna!), gente che una volta arrivata ha deciso di stabilirsi, gente nuova che mi credeva ubriaca una volta uscita dal guscio e ha deciso di apprezzare quel finto stato di ebbrezza, gente che alla fine non è così male.
dimenticavo di raccontare la mia storica misantropia. c'è poco da dire. sono una persona chiusa causa "detesto il genere umano", ma non categorica. forse un po' classista. preferisco pensare a quei pochi che ci sono e sempre ci saranno e dedicarmi totalmente a loro piuttosto che investire forze in illustri sconosciuti che nella maggior parte dei casi hanno scarso valore. ma non rifiuto di sorprendermi piacevolmente quando qualcuno dimostra di averne, di valore.
per il resto mi limito a portare avanti le mie tre storie d'amore.
quella classica, estetizzante, da romanzo ottocentesco.
quella pulsante, commerciabile, che si esprime attraverso obiettivi, pellicole e sensori.
quella infantile, materna, da riscoperta della patria.
e ora non so cosa stia scrivendo. quindi quasi due ore dopo averlo detto la prima volta, me ne vado a dormire.

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